Sul preventivo di una sostituzione cinghia servizi compaiono quasi sempre tre voci: la cinghia, il tenditore e uno o due rulli folli. Il cliente guarda il totale, chiede se il tenditore serve davvero, e nove volte su dieci si sente rispondere di sì senza una spiegazione convincente. Eppure la ragione è semplice e verificabile: il tendicinghia automatico è il componente che decide la vita della cinghia, e quando è stanco la cinghia nuova dura una frazione del previsto.
Con l’arrivo delle prime mattine fredde, fra fine settembre e ottobre, i tenditori esauriti si fanno sentire più che in estate. Il rumore all’avviamento a freddo che sparisce dopo trenta secondi è quasi una firma.
Cosa fa davvero un tenditore automatico
Su un gruppo accessori moderno la cinghia serpentina aziona alternatore, pompa acqua, compressore del climatizzatore e, su molti motori, pompa del servosterzo. Le coppie richieste da queste utenze non sono costanti: l’alternatore assorbe molto quando si accendono i fari e il lunotto termico, il compressore del clima ha un innesto a frizione che carica improvvisamente la trasmissione.
Ogni variazione di coppia genera un’oscillazione di tensione sul ramo teso. Il tenditore ha il compito di assorbirla, mantenendo una tensione media costante ed evitando che la cinghia slitti nei picchi. Per farlo ha una molla, che fornisce il carico, e un sistema di smorzamento interno ad attrito, che dissipa l’energia delle oscillazioni.
Il pezzo che invecchia per primo non è la molla: è lo smorzatore. Quando la boccola di attrito si consuma, il braccio continua a spingere con il carico corretto ma non smorza più, e comincia a oscillare liberamente. La cinghia, che prima lavorava a tensione stabile, si trova alternativamente tesa e lenta decine di volte al secondo.
I sintomi che vengono attribuiti alla cinghia sbagliando
Il primo è il fischio all’avviamento a freddo. La spiegazione corrente è che la cinghia sia vecchia. In realtà a freddo la mescola è più rigida, il gioco nel tenditore è massimo e l’olio residuo nella boccola è viscoso: il braccio oscilla di più e la cinghia slitta sulla puleggia dell’alternatore. Appena tutto si scalda il fenomeno si attenua, ed è proprio questa scomparsa progressiva a puntare il dito sul tenditore più che sulla cinghia.
Il secondo sintomo è un ronzio o battito ritmico a regime costante, spesso descritto come un rumore di cuscinetto. Può esserlo, perché il cuscinetto del rullo del tenditore è a sua volta un componente di usura, ma spesso è il braccio che batte contro i propri fermi.
Il terzo è l’usura anomala della cinghia: nervature consumate in modo irregolare, o materiale che si accumula sul dorso. Su questo tipo di diagnosi abbiamo trattato il comportamento della cinghia in dettaglio nell’articolo su la cinghia che si consuma ai bordi.
Le prove che si fanno in dieci minuti
La prima prova si fa a motore spento. Con la chiave corretta si carica il braccio del tenditore e lo si accompagna nel ritorno. Il movimento deve essere fluido in entrambi i sensi e il ritorno deve essere frenato, non elastico. Se il braccio torna di scatto come una molla nuda, lo smorzamento è finito.
La seconda prova si fa a motore acceso, con tutte le cautele del caso e a distanza di sicurezza dalle parti in movimento. Si osserva il braccio: un’oscillazione contenuta entro due o tre millimetri è normale, un braccio che balla vistosamente indica un tenditore esaurito. Accendendo il climatizzatore e il lunotto termico si aumenta il carico e si rende il fenomeno più evidente.
La terza prova riguarda i fermi meccanici. Il braccio non deve arrivare a fine corsa in nessuna condizione. Se a motore spento e cinghia montata il braccio è già vicino al fermo di minimo, la cinghia si è allungata oltre il limite o è di sviluppo sbagliato.
La quarta prova è sul rullo: si fa girare a mano a cinghia smontata. Deve essere silenzioso e senza gioco radiale percepibile. Un rullo rumoroso introduce un disallineamento variabile che nessuna Poly-V tollera a lungo.
Perché conviene cambiarlo insieme alla cinghia
La ragione economica è banale ma solida: lo smontaggio è già fatto. Il costo di manodopera per sostituire il tenditore in un secondo intervento è praticamente identico a quello del primo, e su molti motori significa rismontare coperchi, supporti e a volte il supporto motore.
La ragione tecnica è più importante. Una cinghia nuova su un tenditore esaurito subisce fin dal primo giorno oscillazioni di tensione che ne accelerano l’usura. Non è raro vedere cinghie sostituite che tornano a fischiare dopo poche migliaia di chilometri, con il cliente convinto che il ricambio fosse scadente.
La regola pratica condivisa da quasi tutti i costruttori è di sostituire il kit completo, cinghia più tenditore più rulli folli, a ogni intervallo di cambio cinghia. Gli intervalli tipici sui motori moderni stanno fra 90.000 e 120.000 chilometri o sei anni, ma vanno sempre verificati sul piano di manutenzione specifico.
Il dettaglio che fa la differenza: lo sviluppo esatto
Le cinghie Poly-V non si adattano. La sigla completa, per esempio 6PK1750, indica sei nervature con profilo K e sviluppo di 1750 mm, e quello sviluppo è il valore su cui il costruttore ha calcolato la corsa del tenditore. Una cinghia più lunga di venti millimetri porta il braccio vicino al fermo di minimo e riduce la riserva di tensione; una più corta lo porta all’estremo opposto e sovraccarica i cuscinetti degli accessori.
Su alcuni motori esistono sviluppi diversi a seconda della presenza del climatizzatore o del tipo di alternatore. Ordinare sulla base del solo modello di auto porta frequentemente alla cinghia sbagliata: serve il codice motore, e quando possibile la sigla letta sulla cinghia smontata. Chi vuole capire meglio la logica delle sigle trova tutto nella guida su Poly-V 6PK, 7PK e 8PK.
I ricambi della famiglia si trovano nella sezione cinghie auto e, per il profilo a nervature in generale, sotto cinghie a nervature. Il catalogo CinghieShop permette la ricerca diretta per sigla.
Cosa cambia su un motore con decoupler sull’alternatore
Molti motori diesel moderni montano sull’alternatore una puleggia con ruota libera o con smorzatore torsionale, il cosiddetto decoupler. Il suo compito è disaccoppiare l’inerzia del rotore dell’alternatore dalle irregolarità di coppia del motore, riducendo il lavoro richiesto al tenditore.
Quando il decoupler si blocca o perde lo smorzamento, tutto quel lavoro torna sul tenditore e sulla cinghia, che cominciano a soffrire anche se sono nuovi. Il controllo è rapido: a motore spento si ruota la ventola dell’alternatore a mano nei due sensi. In un senso deve girare liberamente per un tratto, nell’altro trascinare. Se è rigido in entrambi i sensi, il decoupler è bloccato e va sostituito insieme al resto.
Ignorare questo componente è uno dei motivi più frequenti per cui una sostituzione fatta a regola d’arte non risolve il rumore. Vale la pena includerlo nella diagnosi prima di ordinare i ricambi.
Domande frequenti
Posso cambiare solo la cinghia e rimandare il tenditore?
Tecnicamente sì, ma la cinghia nuova lavorerà male fin da subito e la manodopera andrà rifatta. Su un tenditore con smorzamento esaurito non è un risparmio.
Il fischio a freddo che sparisce è sempre il tenditore?
Non sempre, ma è la causa più frequente. Le alternative sono una puleggia contaminata da liquidi o un decoupler dell’alternatore bloccato.
Ogni quanto va sostituito il tenditore?
Insieme alla cinghia, all’intervallo previsto dal piano di manutenzione, tipicamente fra 90.000 e 120.000 chilometri o sei anni a seconda del motore.
Esistono tenditori manuali sulle auto moderne?
Su alcune applicazioni sì, ma sono sempre più rari. Un tenditore manuale richiede un controllo periodico della tensione che il tenditore automatico rende superfluo.
Come riconosco il codice corretto per la mia auto?
Il riferimento più affidabile è il codice motore, non il modello. In alternativa si legge la sigla stampigliata sulla cinghia smontata, che riporta nervature e sviluppo.
Se stai preparando l’auto per l’inverno e senti un fischio che sparisce dopo pochi minuti, mandaci il codice motore e la sigla della cinghia: verifichiamo sviluppo corretto e disponibilità del kit completo, tenditore incluso.
